Una stella cadente dovrebbe attraversare il cielo per qualche istante e poi sparire. In Faraway, invece, quella stella vuole continuare a vivere e per farlo ha bisogno di collegarsi agli altri astri, disegnando costellazioni che le restituiscono energia. È la premessa del nuovo arcade di Steph Thirion, pubblicato da Annapurna Interactive e in arrivo il 5 novembre 2026 su PC e console. Un’idea che ha qualcosa di poetico, ma dietro quelle immagini delicate si nasconde una sfida che richiede precisione, pazienza e una buona capacità di prevedere i movimenti.

La particolarità di Faraway è il sistema di controllo, costruito intorno a un solo pulsante principale. La nostra stella si muove continuamente nello spazio e, quando passa vicino a un altro astro, possiamo agganciarci alla sua gravità. Tenendo premuto il pulsante entriamo in orbita; rilasciandolo veniamo proiettati nella direzione verso cui siamo rivolti. Possiamo correggere in parte la traiettoria con lo stick analogico, ma l’inerzia continua a influenzare il movimento. Non basta quindi individuare la stella successiva. Bisogna raggiungerla con l’angolazione corretta, scegliendo quando agganciarsi e quando lasciarsi andare. Basta sbagliare il momento del rilascio per ritrovarsi lontani dalla destinazione.
Le costellazioni aggiungono un altro problema da risolvere. Bisogna collegare gli astri indicati seguendo un percorso che non incroci le linee già tracciate. Questo significa osservare la disposizione delle stelle prima di muoversi, perché una traiettoria apparentemente buona potrebbe impedire di completare correttamente il disegno. E non possiamo fermarci a ragionare ogni volta che cambia la situazione. Dobbiamo sfruttare le orbite per orientarci mentre la stella continua a viaggiare. Sembra un gioco che si capisce in pochi secondi, ma tra capire le regole e metterle in pratica c’è una bella differenza.
Proprio la curva di apprendimento potrebbe essere l’ostacolo maggiore. All’inizio può essere frustrante conoscere la destinazione e non riuscire a controllare bene la spinta gravitazionale, magari girando più volte attorno allo stesso astro in cerca dell’angolazione giusta. Ma è anche il tipo di difficoltà che può dare soddisfazione quando un movimento finalmente funziona. Faraway parte da un’idea semplicissima e la sviluppa con intelligenza, mescolando movimento, rischio e creatività. Perché questo equilibrio regga nel gioco completo, sarà importante accompagnare chi inizia senza togliere profondità a chi vuole imparare ogni trucco del sistema.
Completare una costellazione restituisce energia alla stella cadente, mentre le manovre più elaborate, come gli anelli, possono portare ricompense aggiuntive e aumentare il punteggio. Si può cercare di proseguire con un percorso relativamente prudente oppure tentare una figura più difficile per scalare le classifiche. La modalità arcade è infinita e genera lo spazio durante la partita, adattandosi ai progressi del giocatore. Con l’esperienza si possono raggiungere regioni più impegnative e affrontare velocità maggiori. Qui la varietà avrà un peso enorme. Se le situazioni finiranno per assomigliarsi troppo, anche il piacere di migliorare rischierà di perdere forza dopo molte partite.
Accanto alla corsa al record ci saranno 16 livelli puzzle costruiti a mano, nei quali le stesse regole vengono utilizzate per affrontare problemi studiati singolarmente. È un’aggiunta sensata. La modalità infinita chiede di decidere in fretta; gli enigmi possono invece spingerci a osservare la posizione delle stelle e trovare una soluzione che non avevamo considerato. Potrebbero anche diventare un buon modo per imparare tecniche da riportare nelle partite arcade. Non sappiamo ancora quanto saranno vari o impegnativi nell’insieme, ma l’idea di affiancare sfide progettate a uno spazio generato durante il gioco ha una sua logica.
Visivamente Faraway ha una personalità molto ben definita. Lo sfondo scuro lascia spazio agli astri e alle linee luminose che si formano durante il viaggio. La grafica viene generata in tempo reale e la musica elettronica accompagna il tutto con un tono quasi meditativo. Il contrasto funziona già come idea: quello che osserviamo è delicato, ma per costruirlo dobbiamo prendere decisioni rapide e a volte rischiose. È facile immaginare il fascino di una partita in cui, alla fine, il cielo conserva le tracce dei nostri movimenti. Saranno poi la risposta dei controlli e il ritmo delle sfide a determinare quanto sarà piacevole tornarci.
Steph Thirion ha lavorato a Faraway per oltre dieci anni, portando avanti il progetto principalmente da solo. Un periodo lunghissimo per un arcade costruito su poche regole, che racconta almeno la volontà di esplorarne fino in fondo le possibilità. Faraway uscirà il 5 novembre su PC tramite Steam ed Epic Games Store, PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e Switch 2. Su Steam sono previsti classifiche, achievement e testi in italiano. Altre informazioni si trovano sul sito ufficiale di Faraway. La curiosità ora riguarda soprattutto il gioco completo: dovrà dimostrare che quel piccolo gesto di agganciarsi a una stella può continuare a sorprendere anche quando avremo imparato a farlo bene.
