The Legend of Zelda: Ocarina of Time

Nintendo
Switch 2
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The Legend of Zelda: Ocarina of Time: cosa pensa la critica del remake

19 recensioni professionali · copertura stampa al 4 novembre 2026

The Legend of Zelda: Ocarina of Time torna su Nintendo Switch 2 con un remake completo dell'avventura pubblicata originariamente nel 1998 per Nintendo 64. È un action-adventure in cui accompagniamo Link attraverso il regno di Hyrule, esplorando ambientazioni, affrontando nemici e risolvendo gli enigmi dei dungeon per ottenere nuovi strumenti e proseguire nella storia. Nintendo ha ricostruito completamente la grafica, ampliato i dialoghi e modernizzato i controlli, ma ha scelto di conservare quasi integralmente la struttura originale. È proprio questa fedeltà a dividere maggiormente le recensioni. Per alcuni è la dimostrazione che Ocarina of Time non ha perso nulla del proprio fascino. Per altri, invece, Nintendo avrebbe potuto intervenire con maggiore coraggio, soprattutto sulla difficoltà dei combattimenti e su alcuni enigmi che oggi risultano fin troppo semplici.

Mappa del consenso

Dove concorda e dove si divide la critica

I punti che contano di più nelle recensioni del remake.

Dungeon ed enigmi
Consenso

Templi ingegnosi, ancora divertenti da esplorare.

Dissenso

Alcune soluzioni sono diventate troppo evidenti.

In sintesi Il design regge benissimo; non tutte le semplificazioni convincono.

Controlli e difficoltà
Consenso

Telecamera e inventario migliorano enormemente l'esperienza.

Dissenso

Boss e nemici faticano a tenere il passo.

In sintesi Link è migliorato più degli avversari.

Hyrule ed esplorazione
Consenso

Segreti, personaggi e progressione sono ancora efficaci.

Dissenso

La piana centrale mostra i suoi anni.

In sintesi Un mondo compatto che premia la curiosità.

Un classico ricostruito
Consenso

Grafica, musica e doppiaggio valorizzano l'originale.

Dissenso

Poche vere sorprese per chi lo conosce a memoria.

In sintesi Bellissimo restauro, meno coraggioso come reinterpretazione.

Un'ambientazione ricostruita di The Legend of Zelda: Ocarina of Time Remake
Il remake ricostruisce le ambientazioni di Hyrule con nuovi dettagli grafici e illuminazione moderna. Immagine: Nintendo.

Dungeon ed enigmi: il capolavoro del 1998 funziona ancora?

Entri in un tempio, ottieni un oggetto speciale e devi capire come usarlo per raggiungere nuove stanze. A volte la soluzione riguarda un singolo enigma; altre volte devi ragionare sulla struttura dell'intero edificio. Nel Tempio dell'Acqua, per esempio, spostare il livello dell'acqua cambia quali percorsi puoi raggiungere. Nel Tempio della Foresta attraversi corridoi che si deformano e ali differenti dello stesso edificio. Sono idee che hanno quasi trent'anni, ma la maggior parte delle recensioni continua a considerarle fra le migliori della serie.

Skill Up è particolarmente entusiasta del modo in cui ogni tempio ruota attorno a un tema preciso. Non è soltanto una questione estetica: le meccaniche, i nemici e gli enigmi fanno tutti parte della stessa costruzione. Anche GameSpot difende questa impostazione. Gli Zelda più recenti permettono spesso di risolvere un problema in modi diversi, mentre qui Nintendo ha progettato una soluzione specifica che devi scoprire. Secondo GameSpot, anche una struttura così vincolata può dare grandi soddisfazioni. SpazioGames, Vandal e diverse altre testate concordano sul fatto che questi dungeon abbiano perso pochissimo del loro fascino.

Il remake, però, non si limita a riproporli identici. Alcune stanze sono state modificate, certi passaggi risultano più semplici e nel Tempio dell'Acqua è stata ridotta la quantità di piccole chiavi necessarie. Quest'ultima scelta ha diviso particolarmente i recensori. Per PPE e ActuGaming, rendere meno macchinosa la navigazione aiuta a concentrarsi sulle idee migliori dei dungeon. Skill Up ritiene che, nonostante gli interventi, il Tempio dell'Acqua riesca ancora a disorientare e a costringere il giocatore a ragionare su come collegare le varie stanze.

IGN, invece, considera alcune modifiche eccessive. Logan Plant ha completato il remake due volte e racconta che certe porte ora si trovano molto vicino alle rispettive chiavi, riducendo la necessità di ragionare sull'intero labirinto. In altri punti, superfici che prima richiedevano di intuire l'utilizzo del rampino sono state sostituite da bersagli immediatamente identificabili. È una differenza concreta: se riconosci il simbolo e sai già quale oggetto usare, hai risolto una parte dell'enigma prima ancora di cominciare a pensarci. Anche RPG Site e Multiplayer.it segnalano situazioni in cui gli aiuti diventano troppo insistenti.

Non significa che Nintendo abbia rovinato i dungeon. Persino IGN continua a considerarli eccellenti e riconosce che alcuni enigmi sono migliorati. La nostra valutazione è positiva proprio perché il lavoro più importante era già stato fatto nel 1998: i templi rimangono ambienti costruiti con una cura rara, dove le stanze dialogano fra loro. Il limite sta in alcuni interventi che eliminano non solo gli ostacoli frustranti, ma anche quel momento in cui finalmente capisci come procedere. Chi non conosce l'originale troverà comunque molto da scoprire; i veterani potrebbero avvertire maggiormente questa perdita.

Come si divide la critica

Dungeon ed enigmi

Controlli e inventario: i cambiamenti più importanti non sono quelli appariscenti

Il remake introduce il salto manuale, lo scatto e una telecamera completamente controllabile con la levetta destra. Sono aggiunte che permettono a Link di muoversi con molta più precisione rispetto al Nintendo 64, ma la modifica che pesa davvero nelle attività quotidiane riguarda gli oggetti. Gli stivali e altri strumenti di uso frequente possono essere assegnati alla croce direzionale; un menu rapido, ispirato a Breath of the Wild, permette di cambiare equipaggiamento senza interrompere continuamente l'avventura. Anche la mira giroscopica rende molto più naturale utilizzare arco e fionda.

Skill Up considera il nuovo inventario uno dei migliori interventi di Nintendo. Chi ricorda quante volte bisognasse aprire il menu per cambiare gli Stivali di Ferro durante il Tempio dell'Acqua può capire facilmente il vantaggio. Multiplayer.it arriva a una conclusione simile, sottolineando come la gestione rapida degli strumenti migliori il ritmo di quasi tutte le attività. Vandal e IGN apprezzano anche la maggiore precisione dei movimenti e della mira. IGN racconta di aver utilizzato la fionda molto più spesso proprio perché ora risulta semplice prendere la mira e spostarsi contemporaneamente.

Non tutte le modifiche hanno però lo stesso impatto. Skill Up ritiene che salto e scatto siano meno importanti di quanto possano sembrare, perché il mondo non è stato riprogettato per sfruttarli davvero. Non ci sono intere nuove sezioni di platforming costruite attorno al salto libero. GameSpot, al contrario, attribuisce al nuovo pulsante un valore enorme: scegliere autonomamente quando saltare rende più naturali anche i passaggi che nell'originale richiedevano di allinearsi con precisione al bordo. Sono opinioni diverse, ma non incompatibili. Un comando può migliorare molto il movimento senza trasformare la progettazione dei livelli.

Rimangono anche alcune strane limitazioni. RPG Site critica la possibilità di equipaggiare un solo oggetto principale alla volta, nonostante il sistema disponga di un menu rapido. Gameswelt segnala invece qualche passaggio ancora macchinoso nell'assegnazione di maschere e accessori. Sono problemi minori rispetto ai continui cambi di equipaggiamento richiesti dall'originale, ma mostrano che non tutto il sistema è stato ripensato fino in fondo.

Qui la modernizzazione riesce molto bene. Nintendo ha eliminato parecchi gesti ripetitivi senza cambiare il funzionamento fondamentale dell'avventura. Il salto libero non rende automaticamente gli enigmi più interessanti, ma telecamera, inventario e mira migliorano azioni che ripeti per decine di ore. È questa continuità del miglioramento, più di una singola nuova funzione, a rendere il remake decisamente più piacevole da controllare.

Come si divide la critica

Controlli e inventario

Combattimenti e boss: Link è migliorato più dei suoi nemici

Combattere è diventato più fluido. Link si sposta rapidamente, può controllare meglio la telecamera e colpisce con animazioni molto più curate. Gli avversari continuano però a seguire schemi relativamente semplici. Devi osservare un attacco, schivarlo o pararlo e sfruttare il momento in cui il nemico abbassa la guardia. È un sistema che funziona bene all'interno di un'avventura dove combattimento, enigmi ed esplorazione hanno un'importanza simile, ma che oggi raramente mette davvero in difficoltà.

IGN racconta di essersi divertita negli scontri, soprattutto quando più avversari attaccano in spazi ristretti. Tuttavia, proprio il miglioramento dei comandi fa emergere l'età dei nemici. Nintendo li aveva progettati per un sistema di controllo del 1998, mentre oggi Link può muoversi e mirare con una precisione decisamente superiore. Destructoid arriva a una conclusione simile dopo oltre venticinque ore, pur considerando i combattimenti piacevoli. ActuGaming nota che gli avversari possono tentare di attaccare ai fianchi, ma raramente mettono davvero pressione tutti insieme.

La critica diventa più severa quando si parla dei boss. RPG Site descrive modifiche concrete che li hanno resi più facili, come gli attacchi rallentati di Phantom Ganon e alcuni ostacoli rimossi dall'arena di un miniboss. Vandal, PPE e MeriStation osservano che molti incontri si risolvono con pochissimi tentativi. Nintendo Blast racconta addirittura di aver completato l'avventura senza morire. La possibilità di evocare un mercante per acquistare cure e munizioni, apprezzata da GameSpot, sembra così perdere parte della propria utilità: IGN riferisce di non averne praticamente mai avuto bisogno.

Skill Up propone una lettura diversa. Considera gli scontri semplici, ma ritiene che sia coerente con la natura fiabesca dell'avventura, nella quale i boss devono essere anche creature da osservare e capire. Il punto non sarebbe dimostrare una grande abilità con la spada, ma trovare la soluzione giusta utilizzando gli strumenti acquisiti. Questa interpretazione spiega bene perché i combattimenti possano funzionare pur essendo facili. Non elimina, però, la sensazione di una sfida ridotta per chi ha già molta esperienza con gli action-adventure.

Su questo aspetto il remake lascia una vera occasione mancata. Nintendo avrebbe potuto conservare la difficoltà originale e offrire una modalità esperto separata, magari recuperando Master Quest o aumentando l'aggressività dei boss. Diverse recensioni chiedono proprio una soluzione del genere. Gli scontri restano una parte piacevole dell'avventura, ma il miglioramento dei controlli ha allargato ulteriormente la distanza fra le possibilità di Link e quelle dei suoi avversari.

Come si divide la critica

Combattimenti e boss
Link attraversa un insediamento circondato da edifici in pietra rossa nel remake di Ocarina of Time
Link esplora una delle ambientazioni ricostruite del remake. Immagine: Nintendo.

Hyrule è piccolo rispetto ai mondi moderni, ma non per questo è vuoto di idee

Ocarina of Time ti manda da una regione all'altra di Hyrule, ti fa conoscere persone e ti mette davanti ostacoli che potrai superare soltanto più avanti. Ottieni le bombe e ricordi quel muro incrinato che avevi visto prima. Impari una melodia e puoi raggiungere rapidamente una nuova destinazione. Trovi un oggetto in un dungeon e scopri che serve anche per aprire percorsi nascosti nel mondo esterno. È una struttura molto diversa da quella di Breath of the Wild, ma conserva una qualità fondamentale: quasi ogni nuova capacità ti dà un buon motivo per fare backtracking, tornando in luoghi già visitati.

IGN difende con forza proprio questa costruzione compatta. Le distanze fra i luoghi sono abbastanza contenute da rendere piacevole tornare sui propri passi, soprattutto dopo aver ottenuto Epona o imparato le melodie per il viaggio rapido. GameSpot apprezza il numero di personaggi, attività e segreti disseminati lungo il percorso. Puoi aiutare qualcuno a ritrovare le galline, scoprire passaggi nascosti, raccogliere Skulltula d'oro oppure seguire un indizio emerso da una conversazione. Molti segreti esistono semplicemente per premiare chi ha avuto la curiosità di cercarli.

Il remake rende questo mondo più vivo attraverso dialoghi aggiuntivi e routine giornaliere. I personaggi possono cambiare posizione con il passare delle ore, e alcune conversazioni offrono ulteriori informazioni su Hyrule e sui suoi abitanti. Multiplayer.it apprezza particolarmente l'ampliamento della scrittura, mentre Nintendo Blast e Omelete sottolineano la cura con cui sono stati ricostruiti i luoghi più familiari. Anche il registro delle missioni aiuta a ricordare cosa fare senza trasformare ogni obiettivo in un percorso segnato passo dopo passo.

Il limite più evidente rimane la piana di Hyrule. SpazioGames, GRYOnline e Jeuxvideo.com la considerano un ambiente che mostra la propria età, con ampi spazi e poche attività rispetto ai mondi aperti contemporanei. Nintendo Blast è d'accordo, anche se non ritiene che questo comprometta l'avventura. Il contrasto con la ricchezza dei villaggi e dei dungeon è notevole, soprattutto quando attraversi la piana prima di ottenere modi più rapidi per spostarti.

Secondo noi il giudizio deve distinguere la dimensione del mondo dalla qualità delle scoperte. La piana centrale è poco popolata, e una grafica spettacolare non basta a cambiarne il funzionamento. Ma l'intera Hyrule è progettata come una rete di piccoli luoghi collegati, dove spesso quello che impari in un posto ti permette di fare qualcosa di nuovo altrove. Il mondo non ha bisogno di essere enorme per offrire una buona esplorazione. La struttura originale rimane efficace proprio perché ogni viaggio ha normalmente una ragione precisa.

Come si divide la critica

Hyrule ed esplorazione

Una fiaba raccontata meglio, con una Hyrule bellissima da vedere e ascoltare

La storia rimane quella di Link, del suo incontro con Zelda e della minaccia rappresentata da Ganondorf. Il viaggio fra infanzia ed età adulta continua a essere il centro dell'avventura. Nintendo non ha cambiato gli eventi principali, ma ha ampliato molti dialoghi, aggiunto filmati e dato una voce ai personaggi. Questo permette di rendere più espliciti i loro rapporti e di dare maggiore forza a momenti che nel 1998 dovevano comunicare quasi tutto attraverso poche animazioni e brevi righe di testo.

Skill Up considera questa presentazione particolarmente adatta alla natura fiabesca dell'avventura. Secondo lui, il remake permette di apprezzare meglio personaggi e situazioni che un tempo passavano in secondo piano rispetto alle novità tecnologiche del gioco. GameSpot cita il saluto fra Link e Saria come esempio di quanto un piccolo gesto animato possa dare maggiore peso a una scena. Lo stesso lavoro sui dialoghi viene apprezzato da Multiplayer.it e PPE. GameSpot solleva però una critica specifica: un importante colpo di scena legato a un personaggio funziona meno bene ora che il modello e la voce rendono più difficile mantenere il mistero originale.

È soprattutto la ricostruzione audiovisiva a mettere d'accordo quasi tutte le recensioni. La nuova Hyrule utilizza materiali molto più dettagliati, vegetazione fitta e un'illuminazione che cambia sensibilmente l'atmosfera delle ambientazioni. Skill Up si sofferma sull'utilizzo della luce nei dungeon, soprattutto nel Tempio della Foresta, dove le fiamme colorate diventano parte dell'aspetto delle diverse ali dell'edificio. Anche Gameswelt e GamePro apprezzano il modo in cui la nuova grafica valorizza la personalità fiabesca dell'originale, senza cercare un realismo che non gli appartiene.

La colonna sonora di Koji Kondo ha ricevuto nuovi arrangiamenti orchestrali e accompagna anche le scene aggiunte. Skill Up la considera una delle qualità più impressionanti del gioco, ricordando quanto le melodie di Ocarina of Time siano ancora centrali per l'identità della serie. Il remake permette persino di utilizzare il microfono di Switch 2 per canticchiare le melodie apprese e farle eseguire a Link. È un'aggiunta facoltativa, ma ben collegata a un'avventura nella quale la musica serve ad aprire percorsi e modificare il mondo.

Sul piano tecnico, le recensioni descrivono prestazioni generalmente stabili a 60 fotogrammi al secondo, anche in modalità portatile. Non mancano però alcuni difetti visivi. Skill Up segnala artefatti legati all'upscaling, soprattutto nei dettagli fini e nei grandi spazi. Gameswelt e SpazioGames osservano aliasing e qualche elemento che compare a distanza ravvicinata. Sono problemi da non confondere con cali generalizzati di prestazioni: nelle prove disponibili la fluidità viene giudicata molto buona.

La nuova presentazione non serve soltanto a impressionare. Aiuta davvero a raccontare la storia e a distinguere luoghi, persone e momenti importanti. Alcune scelte possono non piacere a chi preferiva l'aspetto più astratto del Nintendo 64, e non tutti i dettagli tecnici sono impeccabili. Ma la qualità dell'insieme è tale da rendere la ricostruzione uno dei maggiori successi del remake. Nintendo ha dato nuova vita al mondo senza cambiarne il carattere.

Come si divide la critica

Storia, grafica e sonoro

Fedeltà o innovazione: Nintendo avrebbe dovuto cambiare di più?

Il remake aggiunge molte piccole cose, ma non cambia radicalmente la struttura di Ocarina of Time. La progressione, la maggior parte delle stanze dei dungeon, gli oggetti fondamentali e gli eventi della storia rimangono quelli originali. Ci sono nuove conversazioni, modifiche agli enigmi, un registro illustrato delle missioni e il Salone dei Mostri, dove puoi osservare i nemici sconfitti e affrontare nuovamente i boss. Non ci sono però grandi dungeon aggiuntivi, una nuova campagna o Master Quest. Per chi conosce l'avventura a memoria, dunque, le sorprese maggiori vengono soprattutto dalla presentazione e dai dettagli.

La scelta viene difesa da GameSpot, che considera il remake un esempio di come aggiornare un classico senza sacrificare quello che lo rende speciale. Anche Destructoid, pur non essendo particolarmente legata alla serie in passato, ritiene che i miglioramenti bastino a rendere questa la versione migliore per scoprirla. Nintendo Blast e Omelete condividono sostanzialmente questa valutazione. La nuova grafica, i controlli e i dialoghi danno un motivo valido per tornare a Hyrule, anche senza un'avventura completamente diversa.

Le critiche sono però numerose e specifiche. Vandal e MeriStation avrebbero gradito maggiori sorprese per i veterani. ActuGaming considera l'assenza di contenuti davvero nuovi una delle debolezze principali. RPG Site è particolarmente severa con il Salone dei Mostri, che offre pochi incentivi a ripetere gli incontri, e con il singolo slot di salvataggio. Quest'ultima scelta rende poco pratico conservare una partita completata e iniziarne un'altra senza creare un diverso profilo sulla console. IGN, dal canto suo, ritiene che una modalità di difficoltà superiore avrebbe dato più valore anche ad alcune nuove meccaniche, come il mercante evocabile.

Skill Up porta la discussione su un terreno ancora più interessante. Secondo lui, Nintendo ha scelto di conservare l'esperienza del 1998 anziché ricreare l'effetto che quel gioco ebbe quando uscì. Allora la grafica tridimensionale, il sistema di aggancio dei nemici e la libertà di attraversare Hyrule erano innovazioni enormi. Oggi sono elementi comuni, presenti in tanti giochi che proprio Ocarina of Time ha contribuito a ispirare. Per sorprendere nuovamente chi ha vissuto quell'epoca, sostiene, sarebbe servita una reinterpretazione più profonda.

La sua conclusione è che questo remake abbia un valore speciale soprattutto per una nuova generazione, magari per i figli e i nipoti di chi giocò l'originale. È un'interpretazione interessante, ma non la adotteremmo completamente. Non serve essere bambini per apprezzare un'avventura ben costruita, né aver giocato l'originale per desiderare una sfida maggiore. La questione riguarda piuttosto quanto le sue meccaniche possano ancora coinvolgere persone abituate alle produzioni contemporanee.

Su questo punto prendiamo una posizione abbastanza chiara. Conservare i dungeon, la struttura del mondo e il ritmo della storia è stata una decisione ragionevole, perché quelle parti funzionano ancora molto bene. Ma aggiungere una difficoltà superiore, più slot di salvataggio e attività opzionali più sostanziose non avrebbe richiesto di alterare l'esperienza originale. Il remake è eccellente come restauro e come nuova porta d'ingresso a Hyrule; è meno convincente quando si cercano motivi per rigiocarlo da capo conoscendo già ogni segreto.

Come si divide la critica

Fedeltà e contenuti aggiunti

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Commenti

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NaaresLivello 243 settimane fa
Non ho capito tutte le critiche al design realistico. A parte il personaggio di Zelda mi sembra che sia tutto ottimo. Il discorso AI slop lascia molto il tempo che trova.
Ultima risposta
NaaresLivello 243 settimane fa

Sì, ma in generale l'effetto non mi dispiace, penso sia in qualche modo allineato a quello di Link's Awakening. Può apparire eccessivo,…

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