Il mese di maggio 2026 mette insieme progetti molto diversi tra loro: grandi mondi aperti, azione cooperativa, avventure narrative e qualche esperimento più ruvido. Questa selezione si concentra sui titoli che arrivano con un’identità già chiara o con abbastanza elementi per capire perché meritano attenzione.
Forza Horizon 6
Forza Horizon 6 punta tutto su un’idea di libertà più marcata rispetto al passato, con il Giappone rurale e urbano come scenario principale. Il gioco apre con una sequenza che porta subito tra colline, strade di montagna e zone cittadine, ma il punto non è solo mostrare luoghi riconoscibili: qui il festival sembra inserirsi nel territorio invece di sovrastarlo. La struttura iniziale funziona anche da introduzione alle attività, perché il giocatore parte come turista del festival e deve guadagnarsi l’accesso alle sfide più importanti.
Il mondo si svela man mano che lo si attraversa, grazie a una mappa che si apre progressivamente e rende più evidente il senso del viaggio. Le corse non sono isolate dal resto dell’esperienza: eventi e attività sono pensati per emergere in modo fluido, con gare su strada, prove a tempo e drag race che convivono con l’esplorazione. C’è anche una guida AI integrata nell’auto per chi si blocca, mentre il sistema di “fog of war” sulla mappa dà un peso diverso a ogni nuova scoperta.
Tra gli elementi più interessanti ci sono le Auto aftermarket, che permettono di trovare veicoli a prezzo ridotto in punti specifici del mondo. È un dettaglio piccolo, ma coerente con l’idea di un open world che premia chi osserva e devia dal percorso principale.
Deep Rock Galactic: Rogue Core
Deep Rock Galactic: Rogue Core prende l’impianto della serie e lo sposta verso un roguelite cooperativo in cui ogni missione parte quasi da zero. Si entra nei sotterranei di Hoxxes con equipaggiamento minimo, poi si costruiscono armi, potenziamenti e abilità sul momento, adattandosi a quello che si trova lungo la run. Il contesto ruota attorno al Grayout, che ha isolato le miniere e reso instabili le operazioni della compagnia.
La formula punta molto sulla cooperazione: le squadre sono composte da quattro operativi e la sopravvivenza dipende dalla capacità di coordinarsi mentre la pressione aumenta. Il gioco insiste su ambienti procedurali, classi personalizzabili e combinazioni di build che cambiano da una missione all’altra. Anche il ritmo è parte dell’identità del progetto, perché il tempo diventa una risorsa indiretta: restare troppo a lungo nel sottosuolo aumenta i rischi.
Il nuovo arsenale dei Reclaimers, le biomeccaniche sperimentali e i Core Spawn come minaccia inedita danno alla struttura una direzione precisa: non è solo un altro capitolo della serie, ma un modo diverso di leggere il suo mondo. Il risultato sembra costruito per chi vuole una progressione più improvvisata, con una forte enfasi sul lavoro di squadra e sulla gestione delle risorse trovate durante la discesa.
Yoshi and the Mysterious Book
Yoshi and the Mysterious Book è uno dei titoli più particolari della nuova lineup Nintendo. Il gioco arriverà il 21 maggio 2026 in esclusiva su Nintendo Switch 2 e propone un’avventura costruita attorno a Mr. E, un misterioso libro parlante caduto sull’isola degli Yoshi. Le sue pagine contengono creature da riscoprire, osservare e studiare, trasformando il viaggio di Yoshi in una sorta di esplorazione naturalistica dentro mondi illustrati.
Il cuore dell’esperienza sembra essere proprio la scoperta. Yoshi può entrare nelle pagine del libro, attraversare habitat colorati e interagire con le creature usando le sue abilità classiche: può saltare su di loro, mangiarle, trasportarle, lanciare uova e sperimentare diverse reazioni. Alcune creature fanno sbocciare fiori, altre producono bolle utili per muoversi, altre ancora aprono nuove possibilità di esplorazione. Ogni interazione serve a raccogliere informazioni e a completare poco alla volta la conoscenza contenuta nel libro.
L’aspetto interessante è che Yoshi and the Mysterious Book sembra spostare la serie verso una formula più curiosa e meno legata al semplice completamento dei livelli. La presenza di Bowser Jr. e Kamek aggiunge un elemento di conflitto, ma il tono resta quello di un’avventura leggera, colorata e basata sull’osservazione. Per chi segue i giochi Nintendo più creativi, questo capitolo potrebbe essere una delle uscite da tenere d’occhio nella prima metà del 2026.
LEGO® Batman™: Legacy of the Dark Knight
LEGO® Batman™: Legacy of the Dark Knight si presenta come un action-adventure narrativo che ripercorre le origini di Bruce Wayne fino alla nascita di Batman. La struttura mette al centro il rapporto con gli alleati e l’ascesa di Gotham City come spazio da attraversare e proteggere, mentre la galleria dei nemici comprende figure molto note dell’universo DC, da Joker a Pinguino, fino a Mr. Freeze, Poison Ivy e Bane.
Il combattimento introduce combo fluide, tecniche furtive e strumenti investigativi, quindi non si limita alla classica impostazione da picchiaduro leggero. Anche la mobilità conta molto: tra Batmobili e Batmoto, compresa la Tumbler, il gioco permette di muoversi liberamente in una Gotham ampia, con rampino e planata a sostenere l’esplorazione. I luoghi iconici citati, come Arkham Asylum, Ace Chemicals e Wayne Tower, aiutano a dare una cornice precisa al viaggio di Bruce.
Il taglio narrativo sembra voler tenere insieme origini del personaggio, costruzione della sua rete di alleati e progressiva definizione di Batman come figura centrale della città. È il tipo di progetto che punta tanto sul ritmo dell’avventura quanto sulla riconoscibilità dell’universo in cui si muove.
The Relic: First Guardian
The Relic: First Guardian costruisce la sua identità attorno a un mondo distrutto dalla caduta della grande reliquia e a un sistema di progressione basato su frammenti di memoria. Arsiltus è in rovina, e il giocatore interpreta l’ultimo custode, chiamato a raccogliere e usare reliquie che incarnano emozioni e desideri di chi è venuto prima. L’ambientazione non è solo uno sfondo: è parte del modo in cui il gioco lega crescita del personaggio e memoria del mondo.
Le reliquie contano oltre 70 effetti passivi unici e possono cambiare il comportamento delle abilità, il ritmo del combattimento e il modo in cui funzionano le armi. Con cinque tipi di armi e dodici alberi di abilità, il sistema sembra costruito per favorire combinazioni molto diverse tra loro. Anche l’equipaggiamento ha una logica particolare, perché ogni arma e ogni pezzo d’armatura esiste una sola volta nel mondo di gioco, con una propria storia da portarsi dietro.
Il combattimento punta su energia dedicata alla difesa e alle schivate, mentre gli attacchi non la consumano. Questo crea un ritmo meno rigido rispetto a molti action RPG e lascia spazio a un approccio più fluido. I boss superano quota 70 e rappresentano un altro asse centrale del progetto, sia per quantità sia per il peso narrativo associato a ciascun incontro.
Stonemachia
Stonemachia sarà pubblicato su PC il 26 maggio e la demo su Steam ha già mostrato un action in terza persona con elementi presi in prestito dai soulslike. L’idea nasce durante la pandemia e prende forma attorno a Milano, poi trasfigurata in Medhelan, una terra segnata dalla Piaga degli Angeli.
Il protagonista è Zefiro, un pedone mosso dal desiderio di vendicare il proprio re e di affrontare gli angeli. L’ambientazione mescola riferimenti riconoscibili all’Italia, come il Duomo di Milano, la Torre di Pisa e il Ponte di Rialto, con una rilettura fantastica che li adatta a un mondo di pietra e marmo. Anche i nemici richiamano il gioco degli scacchi o installazioni presenti in Italia, e questa scelta dà al progetto un’identità visiva ben distinta.
Sul piano ludico, la demo mostra checkpoint, progressione tramite piume d’angelo e un impianto ancora in fase di messa a fuoco. Non tutto appare già rifinito, soprattutto nelle scene d’intermezzo, ma l’idea di fondo è chiara: costruire un action personale, radicato in un immaginario urbano e simbolico molto specifico.
007 First Light
007 First Light racconta un James Bond giovane, ancora lontano dall’icona consolidata, e lo fa con una storia indipendente sulle sue origini. Dopo un gesto eroico, Bond entra nel riformato Programma Doppio Zero, ma una missione finita male lo porta a collaborare con il mentore Greenway per fermare una cospirazione e sventare un colpo di stato imminente.
La struttura sembra costruita attorno a missioni in località diverse, con veicoli iconici e un taglio cinematografico evidente. Il gioco lascia libertà nell’approccio: ci si può muovere di nascosto o alla luce del sole, usare pugni o armi da fuoco, ricorrere a dispositivi per infiltrarsi oppure camuffarsi per superare le guardie. Anche la possibilità di rigiocare le missioni con modificatori aggiuntivi indica una certa attenzione alla sperimentazione.
È un Bond che non si limita a imitare il passato, ma prova a rimettere in ordine le sue origini attraverso una storia autonoma. Il risultato, almeno sulla carta, è un’avventura di spionaggio che punta sulla varietà degli approcci più che su un solo stile di gioco.







