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INANIMA, un survival horror in pixel art che ci ha convinti

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Di Naares 4 min di lettura
INANIMA, un survival horror in pixel art che ci ha convinti

INANIMA è un survival horror che convince prima ancora di mostrare tutte le proprie carte. Abbiamo provato la demo su Steam Deck e il risultato è stato decisamente positivo. L’atmosfera funziona, l’esplorazione è appagante e la costruzione degli ambienti mostra una cura che non è affatto scontata per un progetto realizzato da due persone. Gli autori di Lamentum hanno scelto una strada visiva piuttosto insolita, ma l’aspetto più interessante è quanto bene riescano a legare il mondo di gioco a tutto ciò che facciamo al suo interno. L’unico vero dubbio emerso riguarda il sistema di puntamento con il controller, che avrebbe bisogno di essere affinato.

Inanima
Inanima
PC (Microsoft Windows)
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La storia segue Jacob Miller, un uomo che accetta di partecipare alla sperimentazione di un nuovo prodotto alimentare. Il test dovrebbe durare dieci giorni e si svolge in isolamento all’interno della struttura Spira, dedicata alla nutrizione. Naturalmente, ciò che ci aspetta è ben diverso da una normale prova di laboratorio. È una premessa che permette a Obscure Tales di introdurre un luogo pieno di interrogativi senza dover spiegare immediatamente tutto. La demo comprende il capitolo iniziale, sufficiente per familiarizzare con i sistemi principali e, soprattutto, per avere voglia di approfondire il mistero che circonda la struttura.

La scelta della pixel art dà a INANIMA una personalità particolare. L’impostazione grafica si allontana dalle soluzioni più comuni dei survival horror moderni, ma riesce comunque a creare un’atmosfera molto efficace. L’illuminazione e il modo in cui sono costruiti gli ambienti rendono l’esplorazione piacevole anche quando non c’è un obiettivo immediato da completare. Non serve riempire ogni stanza di eventi per mantenere viva l’attenzione. Basta far nascere il dubbio su cosa ci sia oltre il passaggio successivo. È un risultato importante per un gioco che chiede di osservare con attenzione il luogo in cui ci troviamo.

Abbiamo apprezzato soprattutto il level design. La struttura delle aree e l’uso della mappa ricordano per certi aspetti i metroidvania, con percorsi che invitano a orientarsi, tenere a mente i collegamenti e tornare sui propri passi. Non significa che INANIMA diventi un metroidvania. Restano centrali le regole del survival horror, la gestione delle risorse e la cautela nell’esplorazione. La mappa è particolarmente ben pensata e rende più interessante il rapporto con gli ambienti. Quando un gioco riesce a farti provare soddisfazione semplicemente perché hai compreso come sono organizzati i luoghi, significa che l’esplorazione sta funzionando.

Anche gli enigmi ci hanno convinti. Sono inseriti con naturalezza nel mondo di gioco, senza dare l’impressione di essere ostacoli aggiunti soltanto per rallentare il giocatore. Il loro senso deriva dall’ambientazione e dalle cose che incontriamo, ed è proprio questa coerenza a renderli piacevoli. Dialoghi, file e documenti sparsi nelle varie aree svolgono un ruolo altrettanto importante. Aggiungono informazioni alla storia e aiutano a ricostruire il contesto di ciò che sta accadendo. Leggerli non sembra una parentesi staccata dall’avventura, ma un modo per conoscere meglio il luogo che stiamo attraversando.

INANIMA unisce un’atmosfera riuscitissima a un level design eccellente, con enigmi e dettagli narrativi che danno valore a ogni esplorazione. La cosa che ci ha colpiti maggiormente è proprio l’equilibrio fra queste componenti. La curiosità per la storia spinge a cercare nuovi indizi, mentre il piacere di muoversi nella struttura sostiene l’interesse anche tra un passaggio narrativo e l’altro. La demo non vive soltanto della nostalgia per i survival horror classici. Mostra una propria idea di come organizzare spazi, informazioni e progressione, e la porta avanti con una sicurezza notevole.

Il combattimento è il punto sul quale avremmo qualcosa da chiedere agli sviluppatori. Su Steam Deck il sistema di puntamento con il controller non è ancora soddisfacente. Prendere la mira risulta meno preciso e naturale di quanto vorremmo, soprattutto in un gioco nel quale gli scontri dovrebbero mantenere alta la tensione. Non abbiamo verificato il comportamento con mouse e tastiera, quindi non possiamo dire se il problema si presenti anche su PC in quella configurazione. È una criticità concreta, ma circoscritta. Per il resto, INANIMA gira molto bene su Steam Deck e non abbiamo incontrato difficoltà tecniche degne di nota.

La versione completa non ha ancora una data di uscita annunciata. Dopo questa prima prova, vorremmo soprattutto scoprire se le aree successive sapranno mantenere la stessa qualità nella disposizione dei percorsi e nella costruzione degli enigmi. Sarà importante anche rifinire il puntamento su controller, perché il combattimento non dovrebbe spezzare il buon ritmo dell’esplorazione. Il giudizio sulla demo resta comunque molto positivo. Chi ama i survival horror fatti di ambienti da studiare, documenti da leggere e misteri da ricostruire troverà già parecchi motivi per seguire INANIMA da vicino.

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