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Giochi in uscita top: Neverness to Everness, Saros e Olden Era

Di Naares 5 min di lettura
Giochi in uscita top: Neverness to Everness, Saros e Olden Era

Tra il 27 aprile e il 2 maggio 2026 la selezione mette insieme tre giochi molto diversi, ma tutti riconoscibili per un’idea forte di struttura. C’è un open world free-to-play che mescola guida, esplorazione urbana e sistema gacha, un roguelite d’azione costruito attorno a ritmo e rischio, e il ritorno di una serie strategica che punta a riportare in primo piano mappa, castelli e combattimenti a turni.

Neverness to Everness

Neverness to Everness è il titolo più difficile da incasellare con una sola etichetta, perché prende in prestito elementi da più generi e li sposta dentro una cornice urban fantasy. Il gioco è un free-to-play ambientato in una città attraversabile in auto, con shopping, cooperativa e corse multiplayer già presenti nei test più recenti. L’impianto principale, però, resta il single player, mentre il multiplayer viene descritto come una componente sempre disponibile ma non obbligatoria. Questa scelta lo rende meno dipendente dall’idea di esperienza condivisa e più vicino a un’avventura urbana che usa il traffico, gli spostamenti e gli incontri casuali come parte del suo ritmo.

Neverness to Everness
Neverness to Everness
29 Aprile 2026
MacPC (Microsoft Windows)PlayStation 5
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Il mondo di gioco ruota attorno a una città costruita per zone tematiche, con Bridge Crossings come primo distretto visitato. Anche il tono è particolare: anomalie e figure soprannaturali irrompono in contesti quotidiani, creando un contrasto continuo tra normalità e inquietudine. Sul fronte del sistema gacha, il team ha parlato di una struttura in cui solo una parte limitata degli Arc di rarità più bassa funge da riempitivo, mentre quelli di classe S e gran parte di quelli di classe A si ottengono attraverso varie attività o con una valuta speciale guadagnabile giocando. È un’impostazione che cerca di ridurre la frustrazione, ma che resta ancora da verificare sul campo. A questo si aggiunge un City Tycoon che lega progressione, proprietà e interazioni con i personaggi: acquistare appartamenti, attività o case apre nuove possibilità, anche se il quadro finale resta ancora in evoluzione. Il risultato è un progetto che sembra voler tenere insieme mobilità, collezione e vita di quartiere senza sacrificare del tutto la progressione da action RPG urbano. La città non è solo sfondo, ma il vero contenitore delle sue regole, e proprio per questo ogni sistema sembra pensato per far sentire il giocatore dentro un ecosistema vivo, fatto di distretti, attività e piccoli obiettivi che si intrecciano.

Saros

Saros è il gioco che più chiaramente punta sulla tensione del combattimento. È un roguelite in terza persona ambientato sul pianeta Carcosa, dove Arjun Devraj, un Soltari Enforcer, cerca la crew scomparsa di una spedizione precedente. La struttura è quella del ritorno continuo alla base, con ogni run che si sviluppa tra biomi ostili, scontri rapidi e una progressione pensata per far sentire il giocatore sempre in bilico tra controllo e rischio. Il cuore dell’esperienza è il sistema di assorbimento dei proiettili: alcune munizioni possono essere assorbite, altre schivate e altre ancora parate, trasformando gli scontri in una specie di coreografia aggressiva in cui restare fermi può essere più utile che arretrare.

Saros
Saros
30 Aprile 2026
PlayStation 5
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La formula si distingue anche per la forte presenza del DualSense su PlayStation 5, con grilletti adattivi, feedback aptico e un uso mirato delle sensazioni di impatto e movimento. Sul piano della struttura, Carcosa non è solo uno sfondo ostile: la sua architettura monumentale, la presenza della base The Passage e il ciclo di eclissi legato ai terminali danno al viaggio una forma precisa. Il gioco alterna armi Soltari e abilità carcosane, con pistole, shotgun, fucili d’assalto e una power weapon che si carica assorbendo energia nemica. Anche il racconto sembra costruito per lasciare un segno, grazie a una storia più esplicita di quella che Housemarque aveva abituato a raccontare in passato. L’uscita è indicata per il 30 aprile 2026 su PlayStation 5. A rendere tutto più interessante c’è il modo in cui il gioco trasforma la difesa in un gesto offensivo: il giocatore non si limita a evitare il pericolo, ma lo incorpora, lo accumula e lo restituisce in forma di potenza. È una scelta che cambia il passo degli scontri e li rende meno prudenti, più fisici e più esigenti, soprattutto quando il ritmo sale e la lettura del campo deve restare immediata.

Heroes of Might and Magic: Olden Era

Heroes of Might and Magic: Olden Era riporta in primo piano la strategia a turni classica, con una struttura che ruota attorno a eroi, città, risorse e scontri su griglia esagonale. La demo provata durante lo Steam Next Fest ha mostrato un impianto fedele alla serie: si esplora la mappa con un eroe, si conquistano miniere e altri edifici per raccogliere oro, legno, gemme e risorse aggiuntive, poi si costruisce in città una struttura per turno, si reclutano truppe e si affrontano battaglie in cui l’iniziativa, la velocità e il posizionamento contano parecchio. Anche la magia ha un ruolo centrale, con incantesimi e abilità che cambiano in base all’eroe e alla sua classe.

Heroes of Might and Magic: Olden Era
Heroes of Might and Magic: Olden Era
30 Aprile 2026
PC (Microsoft Windows)
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Il gioco è ambientato come prequel del capitolo originale e si svolge nel continente di Jadame, con sei fazioni indicate nel materiale disponibile: Temple, Necropolis, Sylvan, Dungeon, Schism e Hive. Alcune modalità sono già emerse nella preview, tra cui tutorial esteso, arena, classic mode e single-hero mode, mentre la campagna non era accessibile in quella versione. C’è anche supporto all’autoresoluzione degli scontri, utile per chi vuole velocizzare i turni. L’early access è previsto per il 2026, ma il quadro finale resta ancora in costruzione. Per ora, il ritorno funziona soprattutto come recupero di una formula precisa, con una mappa piena di obiettivi e un sistema di combattimento che chiede attenzione a unità, controattacchi e composizione dell’esercito. È proprio questa continuità con la serie a farne un nome da tenere d’occhio: non cerca di reinventare tutto, ma di rimettere al centro un linguaggio strategico che vive di scelte lente, gestione delle risorse e lettura attenta del terreno.

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